AD HouseVilla
Trattasi di nuova costruzione residenziale monofamiliare, progettata ex novo su un'area di forma rettangolare con diversi vincoli urbanistici ed edilizi dettati dalla dimensione del lotto e dalla vicinanza degli edifici confinanti. Il progetto trasforma questi vincoli in occasione progettuale, sviluppando un edificio di semplice articolazione compositiva e linguaggio contemporaneo rigoroso.
Il movimento di facciata si genera attraverso un gioco calibrato di vuoti e pieni: i volumi chiusi si alternano a logge profonde sulle quali si aprono ampie superfici vetrate, mentre i fronti perimetrali rimangono completamente ciechi, proteggendo la privacy e concentrando le aperture verso l'interno. I pilastri bianchi che segnano l'ingresso introducono un elemento di ritmo verticale che contrasta con la cromia grigio scura dell'intonaco, definendo con precisione la soglia d'accesso. L'edificio raggiunge la classe energetica A.
La scelta di mantenere i fronti esterni completamente ciechi non è una limitazione — è una strategia abitativa. Gli spazi interni si aprono verso il giardino attraverso grandi vetrate, creando un rapporto diretto e protetto con l'esterno. Un'abitazione che guarda verso l'interno del lotto, ritagliando il proprio paesaggio e separando nettamente il privato dal pubblico.
Luogo
Fiume Veneto, Italia
Investitore
Privato
Tipologia
Villa
Stato
Realizzato
Il vuoto come spazio
Le logge non sono sottrazioni al volume — sono spazi progettati. Profondi, proporzionati, capaci di generare ombra e protezione, definiscono la qualità dell'interfaccia tra interno ed esterno meglio di qualsiasi apertura tradizionale. Le ampie vetrate che si spalancano su questi spazi intermedi trasformano ogni loggia in un filtro architettonico: un luogo che non è ancora dentro ma non è più fuori, dove la luce entra calibrata e controllata, dove il rapporto con il giardino si costruisce con misura e intenzione.
Chiuso fuori, aperto dentro
I fronti perimetrali completamente ciechi sono una scelta precisa: separano l'abitazione dal contesto edificato circostante, proteggono la privacy e concentrano tutta l'energia progettuale verso l'interno del lotto. È un principio antico — quello della casa che si chiude al mondo esterno e si apre su uno spazio proprio — reinterpretato con un linguaggio contemporaneo essenziale. Il grigio scuro dell'intonaco e i pilastri bianchi dell'ingresso segnano questa soglia con chiarezza: oltre quel punto, lo spazio appartiene a chi abita.
